Connected TV e walled garden in Italia

22 dicembre 2011 - Read in english

Ho letto ieri un interessante post scritto dall’amico Antonio Pavolini, uno dei principali analisti degli scenari media in Italia. ll post, pubblicato su Voices, il nuovo blog collettivo lanciato da Telecomitalia, cita il report dell’associazione italiana IPTV secondo il quale entro il 2014 la maggior parte dei tv casalinghi avranno accesso ad Internet. Il senso del post è semplice: i costruttori aggiungono le porte ethernet ai TV come leva di marketing, ma non hanno un vero interesse a lanciare servizi OTT; preferiscono mantenere una stabile, “conservativa” e finora fruttuosa relazione con i broadcaster, e chiudere (o almeno non facilitare) l’accesso al mercato da parte di nuovi player indipendenti. In Italia non esistono servizi ondemand come Netflix o Vudu; noi italiani abbiamo ancora a che fare con servizi chiusi basati su MHP, e ciò che faticosamente si riesce a trovare gratis attraverso gli arcani menu dei connected tv è tutt’altro che accattivante. E per capire quanto Antonio abbia ragione è sufficiente analizzare il tipico schema di acquisto di un nuovo tv da parte della famiglia italiana media: lo acquistano perchè è “fico”, “sottile” ed “economico”, non certo perchè offre nuovi contenuti altrimenti non disponibili. E allora, come può essere smontato questo walled garden?

“Il problema, come abbiamo visto, non è di natura tecnologica. Il cuore della questione è la dimostrazione a tutti gli attori in campo (broadcaster, major, produttori di contenuti indipendenti, detentori di diritti “grezzi”, industria dell’elettronica di consumo, internet service provider, abilitatori tecnologici, “nuovi editori”, inserzionisti e fruitori finali) che un nuovo ecosistema più fluido e in grado di portare a valore l’intera offerta dei contenuti disponibili su internet può sposarsi felicemente (anche economicamente) col diritto degli utenti a un accesso neutrale e platform-neutral a tali contenuti.”

Antonio ha perfettamente ragione, soprattutto perchè sappiamo bene che le cose sulla rete cambiano e viaggiano in fretta, e se gli accessi sono chiusi, ci sono ottime possibilità che utenti svegli trovino facilmente varchi per accedere comunque ai contenuti.
L’Italia è al 10° posto nella classifica mondiale della pirateria, dopo paesi non esattamente paladini della distribuzione e dell’accesso fluido ai contenuti (Cina, Russia, Arabia Saudita…), e al primo posto dei paesi occidentali, come mostra questa infografica di go-globe.com, trovata su affreschi digitali, e di cui pubblico un estratto:

I ventenni italiani sono ben contenti di ricevere in casa un nuovo tv “fico” e “sottile”, per poterci collegare i loro apparecchi già presenti in casa (console da gioco, dischi multimediali, media center) e usarlo come grande schermo per guardare film e serie tv scaricate tramite p2p o file server come megaupload o filesonic. La domanda di contenuto è alta, e non è assolutamente soddisfatta dalla tradizionale catena del valore: perchè dovrei comprare un costoso decoder DTT quando posso usare device che già ho in casa? Il killer hardware non è la porta ethernet, ma la porta HDMI.

Detto ciò, una revisione della strategia di distribuzione dei media da parte dei big player è semplicemente ciò che occorre per monetizzare la domanda esistente. Quel matrimonio che cita Antonio è possibile, perchè se si fornisce agli utenti un accesso facile ed economico a contenuti che desiderano, gli utenti pagano volentieri. Punto.

Chiudo con una domanda: succederà con le TV come con il mobile, dove i walled garden sono caduti per pressione esterna della qualità dei contenuti, o i più alti interessi in gioco, e le problematiche di localizzazione dei contenuti, porteranno ad un esito diverso?

Read also:

1 commento

[...] received similar accolades earlier this year when they were chosen as Best New Idea At CableLabs New York, NY (PRWEB) November 17, 2011 On Wednesday, TVplus was awarded the Best New Idea at the So… that featured eleven companies presenting their capabilities on the Social TV space. [...]

by TVplus Voted ‘Best New Idea’ at Social TV Summit | iTablet PC Guide on %e %B %Y at %H:%M. Rispondi #

Scrivi un commento

Required.

Required. Not published.

Se ce l'hai.